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ALEXANDER MCQUEEN

Alexander McQueen: impossibile parlare di moda senza celebrare il genio di uno dei più visionari stilisti del ventesimo secolo, capace di trasformare il proprio tormento interiore in abiti di alta moda. 

Un genio della moda cresciuto a Milano, nell’atelier di Romeo Gigli da cui ha imparato le regole dell’alta moda. Nel 1994, grazie alla sua forte personalità la forte personalità, Alexander McQueen si stacca dallo esce dalla bottega dello stilista milanese e crea il proprio nuovo brand, dandogli il suo nome.

Il suo avvento crea una spaccatura con la moda del passato che si manifesta innanzitutto in passerella, non solo con i suoi abiti, le borchie, i colori nero e rosso, lo scozzese e il metallo, ma anche e soprattutto con la messa in scena di uno show che, di volta in volta, porta alla ribalta temi di profonda attualità, come l’inquinamento e le lotte di genere. Gli ideali diventano abiti da indossare che danno forma ai corpi e portano i propri messaggi around the world.

Vestire Alexander McQueen è farsi portatrici o portatori di un messaggio, di un concetto che va al di la del materiale. È vestire una filosofia che fa propaganda di se stessa attraverso abiti, borse e scarpe.

Dopo le critiche da parte di Karl Lagerfeld che l’ha apostrofato come “il tipo di artista alla Damien Hirst che vuole solo scioccare il mondo della moda”, McQueen sembra ancora più intenzionato a scioccare e lo fa con una collezione dove fa rivivere se stesso nei manichini che sfilano in passerella, quasi fossero burattini da muovere a suo piacimento.

L’eleganza noir, unita ad un DNA tormentato ma romantico, sono sopravvissute anche alla morte dello stilista, avvenuta nel febbraio del 2010, e ancora oggi caratterizzano le collezione del brand, oggi gestito da  Sarah Burton, direttrice creativa del marchio. Nel 2011 l’abito da sposa creato per vestire la Duchessa di Cambridge e futura regina d’Inghilterra, Kate Middleton, le ha garantito il premio come Designer of The Year ai British Fashion Awards.